Quando si mobilitò una città…

Ce la ricordiamo questa scena? Certo che ce la ricordiamo! Impossibile dimenticarla. Era l’inizio di dicembre, l’aria di Natale ormai si stava impadronendo delle giornate ma quella domenica mattina si parlava di un solo evento: Portici-Herculaneum. Seconda contro prima in classifica. Già dal giorno prima, si andava al mercato e si parlava del derby, a p.zza Poli e si parlava del derby, al Piazzale Brunelleschi e si parlava del derby, per non parlare di p.zza San Ciro, come se tutta l’area fosse diventata una estensione della sede ufficiale, lì dove campeggiava uno striscione gigante che invitava tutti allo stadio. Eh sì, perché poi riapriva il “San Ciro”, tutta Portici si era riscoperta unita intorno alla principale squadra della città, per due ore l’impianto sportivo si era trasformato anche nell’aula consiliare di Palazzo Campitelli avendo convogliato esponenti sia di maggioranza che di opposizione. Non ci si poteva perdere il grande appuntamento, la corazzata Herculaneum, prima in classifica, già dava la sensazione di essere invincibile, inarrestabile ma quella era una partita in cui tutto poteva succedere. Quel Portici aveva già demolito tante avversarie molto quotate, chissà che non infliggesse un colpo anche alla capolista? Dopo un primo tempo di equilibrio quasi perfetto, il gol di Allocca ad inizio ripresa poteva tagliare le gambe ai giovani scugnizzi azzurri, anche perché quel campo non dava la possibilità di poter giocare sulla tecnica e sulla qualità favorendo sicuramente chi doveva difendere e approfittare di qualche spazio per colpire. Eppure, su quel colpo di testa di Scielzo, c’era stato un intero settore a spingere il pallone dentro, che boato! Che brividi! Sembrava una scena d’altri tempi, quando davvero una intera città confluiva allo stadio. Portici, quando vuole, sa rispondere presente offrendo un colpo d’occhio da fare invidia ad ogni piazza, c’è gente, e ne è tantissima, che ha un amore sopito, che cova sotto la cenere ma basterebbe una scintilla per tornare a farlo divampare. I porticesi vogliono sognare, sentirsi protagonisti, rivivere le emozioni di un passato in cui il settore era pieno perché, nel fine settimana, ci si riuniva nel nome di una maglia trattata come moglie. Con amore, delicatezza e trasporto. Dategli un sogno, qualcosa di importante in cui credere e dategli soprattutto la città, lì vedrete che il porticese doc da uno diventa cento e da cento poi chissà, il numero può lievitare in modo vertiginoso. Portici-Herculaneum è dietro l’angolo, sono passati pochi mesi, che si riparta da lì dimenticando le amarezze dell’ultimo periodo. Anche per programmare il futuro, che ci si ricordi di quella partita, dove il colosso tremò di fronte allo scugnizzo. Che peccato che la gara del “Solaro” sia stata vietata ai tifosi porticesi, l’Herculaneum avrà modo di festeggiare ancora la promozione davanti alla sua gente mentre il Portici ha l’occasione migliore per tirare fuori l’anima, l’orgoglio, il cuore, per ribaltare qualsiasi previsione e prendersi la scena…

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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