Le emozioni del derby di un immaginario tifoso del Portici

Elogiarli ormai sta diventando superfluo, bisognerebbe consumare fiumi d’inchiostro per descriverli anche perché trovano sempre il modo di emozionare. Come hanno fatto ancor prima del derby di Ercolano, volevano esserci, gliel’hanno proibito, così hanno avuto l’idea di scrivere un mega-striscione per protestare contro l’inopportuna decisione ma anche per esprimere tutto l’amore che hanno nel cuore. “Scusami amore se ancora una volta mi sono assentato”, signori, il Portici è amato ed è per loro che bisogna dare tutto fino all’ultima stilla di sudore, fino a far uscire il sangue dagli occhi, come un soldato che, stanco e provato, trova ancora la forza di stringere la spada e tornare a combattere. Proviamo un po’ ad immaginare i moti interiori del vero porticese durante la giornata del derby, era il primo sabato d’aprile, dalla temperatura primaverile. Naturalmente il ricordo andava anche alla gara d’andata, quando il “San Ciro” si riempì come nelle grandi occasioni, ne uscì fuori un 1-1 tra le prime due del girone, una sfida di cartello in una cornice di un’altra categoria. Ora l’Herculaneum aveva vinto il campionato, mentre il Portici era reduce da una brutta sconfitta contro la Boys Caivanese, immeritata e beffarda, con la corsa ai play off complicatasi tantissimo. Eppure, il derby con i cugini ercolanesi ha sempre un richiamo particolare, il popolo porticese voleva invadere la città degli Scavi, perché l’amore è amore, hai voglia a far finta di niente, a provare ad anestetizzarlo, a pensare ad altro, no, perché il cuore trova sempre il modo di arrivare anche alla mente. “Loro avranno anche vinto il campionato, noi chissà se faremo i play off, ma dobbiamo andare lì a far capire chi siamo”, era questo che voleva il tifoso del Portici, poter dire al cugino granata: “Contro di noi, dovrai sempre penare”. La squadra di mister Borrelli non era più quella dell’andata, intraprendente e imprevedibile, ma tutti erano convinti che potesse tenere testa alla capolista, e farlo sarebbe stato ancora più bello perché loro hanno vinto il campionato avendo costruito un organico faraonico, mentre il progetto Portici prevede un altro anno di crescita. Negli ultimi tempi, i derby hanno visto festeggiare gli ercolanesi, stavolta doveva essere diverso, sì, doveva essere diverso! Ormai i porticesi già avevano deciso: in caso di vittoria, avrebbero accolto e ringraziato la squadra al rientro in città. Ma la vittoria doveva pur arrivare, e sembrava di dover scalare l’Everest visto che si doveva affrontare l’Herculaneum nel suo stadio, che aveva la motivazione di mantenere l’imbattibilità e superare il record di punti del Vico Equense. Prendersi anche il derby vesuviano, sarebbe stata la ciliegina su una torta perfetta per la squadra di Squillante, il pubblico lo chiedeva a gran voce. Dopo 8′ gol di Di Ruocco, vantaggio Portici, ma la partita era lunga e l’Herculaneum non dava affatto l’impressione di volersene stare a guardare. Anzi, si sapeva che ci sarebbe stato da soffrire ma intanto il tempo passava e il risultato restava invariato. Poteva succedere di tutto, intanto il Portici era in vantaggio, di misura, e l’Herculaneum creava tanto, aveva quasi sempre il possesso della palla, ma non trovava il guizzo. “Dai, dai, resistiamo”, si trepidava nella città della Reggia: “Loro hanno vinto il campionato, noi vogliamo il derby”. Un po’ quello che si pensava dopo l’impresa a Torre Annunziata: “Loro si giocheranno la vittoria del campionato, noi intanto ci prendiamo i tre punti”, e fu una giornata entrata nella storia. Dal “Solaro” giungevano notizie che il tempo passava e il Portici manteneva il gol di vantaggio. “Ma quanto manca? Ancora un quarto d’ora? Ma stiamo soffrendo? Ce la facciamo a resistere? Aggiornateci continuamente….”, certo che è stata una sofferenza per loro non esserci, sebbene qualcuno si sia camuffato andando nel settore avversario e chi addirittura è stato ospitato da condomini col balcone prospiciente lo stadio. Gol di Fava! Al che davvero tutti hanno iniziato a credere veramente alla possibilità di ritornare da Ercolano con l’intero bottino. Neanche il tempo di realizzare ed è arrivata la notizia del tris di Murolo. “Prepariamoci tutti, questi ragazzi meritano i nostri applausi”, così mentre la squadra si preparava per salire sul pullman, attraversare Ercolano e tornare a Portici, si era ormai sparsa la voce che al “San Ciro” c’era il gruppo degli ultras. “Loro hanno vinto il campionato, ma il derby è nostro”, eh sì, si proverà in questi ultimi 180′ a conquistare i play off, intanto è stata conquistata Ercolano e bisognava festeggiare. “Eccoli, sono loro, stanno salendo le scale, calcano il terreno di gioco, vengono verso di noi”, fumogeni accesi, mentre cala la sera, i giocatori alzano le braccia e sbattono le mani. “Grazie, ragazzi”, si era già sentito questo coro, proprio dopo Torre Annunziata, perché ci sono vittorie destinate a restare nella storia…

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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