L’eroe delle due imprese

Stessa scena, impresa diversa, per una emozione che non sarà mai persa. 8-11-2015, Savoia-Portici, Murolo stende il Savoia e corre inebriato, sul prato verde del “Giraud”, mentre trasforma la sua mano in un coltello e la stringe tra i denti. 2-4-2016, Herculaeum-Portici, Murolo stende l’Ercolano e corre inebriato, sul prato verde del “Solaro”, mentre trasforma la sua mano in un coltello e la stringe tra i denti. È lo stesso campionato, cambiano i mesi, cambia il contesto ma la scena è la stessa. In quei momenti, con il “coltello” tra i denti, si apriva il libro della storia e la penna del 1906 tingeva d’inchiostro due belle pagine. Ora occorre solo conquistare i play off per coronare un campionato caratterizzato da due imprese che sembravano impossibili ad inizio anno, ci sarebbe stata gente disposta a scommettere chissà cosa, a barattare anche oggetti di valore, pur di vincere a Torre Annunziata e ad Ercolano. Sia nella città di Oplonti che in quella degli Scavi, la copertina se l’è guadagnata Murolo con la doppietta in terra torrese e il tris in casa del cugino ercolanese. Non a caso l’abbiamo ribattezzato “il corsaro biondo”, mai soprannome fu più azzeccato, averlo in squadra è un lusso. Queste due imprese hanno avuto entrambe un valore speciale: a Torre Annunziata c’era un contesto incandescente, neanche da categoria superiore ma addirittura da Lega Pro, e quella sconfitta annichilì anche moralmente il Savoia che si eclissò dalla scena. A Ercolano, il pubblico era ancora in estasi per la vittoria del campionato ma, allo stesso tempo, con uno striscione inequivocabile, chiedeva la vittoria. C’era una imbattibilità da mantenere e poi, aggiudicarsi anche il derby vesuviano con il Portici, sarebbe stata una ulteriore soddisfazione di un’annata strepitosa. Alla fine, al triplice fischio dell’arbitro, volteggiava l’amarezza tra la tifoseria granata, mentre a Portici erano stati aperti i cancelli del “San Ciro”, i tifosi si preparavano ad accogliere la squadra di ritorno da Ercolano. In entrambi i blitz c’è lo zampino di Murolo, sempre gol da cineteca, come ci si può dimenticare della sassata con cui ha zittito il “Giraud” per poi ripetersi di lì a pochi minuti con un gol di puro opportunismo? E come ci si potrà mai dimenticare del destro ad incrociare che ha assunto una traiettoria perfetta e angolatissima con la palla che ha sbattuto prima sul palo per poi freddare il portiere dell’Herculaneum? Ogni impresa ha un fotogramma e, pensando a Torre Annunziata ed Ercolano, salta alla mente l’immagine di Murolo che si porta la mano distesa tra i denti assumendo una espressione digrignante, tipica di chi è pronto ad azzannare senza pietà. L’abbiamo definito l’eroe delle due imprese ma lui, ospite nell’ultima puntata di Casa Portici, si è schermito volendo distribuire i meriti con tutti i compagni di squadra: “In entrambe le partite non ci sono stati eroi singoli, i miei gol sono frutto di azioni corali in cui partecipa tutta la squadra coinvolgendo più elementi”. Non vuole la ribalta personale, il caro Emanuele, non si sa cosa sia più affilato tra il coltello che porta tra i denti o i denti stessi, sta di fatto i suoi colpi fanno male agli avversari e gioire i porticesi.

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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