Per i porticesi sarà sempre l’uomo derby, Tatseraky ci confessa: “Ne ho giocate di partite ma come quella…”

Il derby con i cugini di Ercolano, ha un sapore particolare per i porticesi, non è una partita come tutte le altre. È stato sempre così, sin dalla notte dei tempi. Quando si sa di giocare nello stesso girone, alla pubblicazione dei calendari, la prima cosa che si fa è cerchiare in rosso il derby vesuviano. Per un giocatore, segnare nel derby è il modo migliore per entrare nei cuori dei tifosi, per salire all’onore degli altari. Correva l’anno 1999-2000, il campionato lo vinse l’Ercolano ma, al “San Ciro”, il derby vide gli uomini di mister Rosano imporsi sui cugini granata grazie ad una prodezza di Marcellin Tatseraky. Il colored del Madagascar fu l’uomo derby e i tifosi non dimenticheranno mai più quel suo straordinario gesto balistico che li mandò in estasi. “L’Ercolano vinse il campionato, il Portici lottava per i play off, eravamo una bella squadra, il derby in casa fu una grande soddisfazione, segnò un certo Tatseraky”, le parole di un tifoso storico alla vigilia della trasferta del “Solaro”. Anche in questo caso, la compagine degli Scavi, chiamato ora Herculaneum, ha vinto il campionato e il Portici si sta giocando i play off, come fosse un dèjà-vu. E gli azzurri hanno scritto una bella pagina di storia andando a dettare legge in casa della capolista, che non voleva affatto soccombere dinanzi ai propri tifosi contro i cugini di sempre che, da oggi in poi, sfoggiano in bella mostra pollice, indice e medio della mano.

Il “San Ciro” è il tempio del Portici 1906, tante battaglie si sono disputate in quel rettangolo di gioco, ma una delle più belle è stata sicuramente quella che vide l’Ercolano giustiziato da Tatseraky. Sono passati anni ma lui ha un ricordo vivido di quella partita e di quel gol, si fa chiamare Marcello e ci racconta che ora la sua vita è a Losanna, in Svizzera. Lo facciamo ritornare lì, a calcare quell’erba, mentre gli sta arrivando il pallone prima che gonfi la rete: “Ne ho giocate di partite ma quel derby resterà sicuramente tra i più belli, una delle partite più emozionanti che abbia mai disputato. Una sensazione unica, immensa, sapevamo quanto fosse speciale per i tifosi e, avergli regalato quella gioia, fu motivo di grande soddisfazione. Credetemi, ho ancora conservate le pagine di giornale che celebrarono la nostra vittoria e auguro anche a mio figlio, che gioca qui in terra svizzera, di provare una simile emozione. Ricordo il traversone giunto dalla sinistra e la mia acrobazia per il gol, non riuscii a contenere la gioia tanto da fare una capriola”. Quando gli chiediamo cosa ricordi di quella partita, la risposta è netta, decisa, nitida possiamo dire: “La cornice di pubblico era favolosa, sembrava di stare in serie A, lo stadio era gremito di tifosi. Ci sono tifosi che ancora mi contattato su Facebook ricordandomi quel gol ma io non lo dimenticherò mai, c’era un tifo che meritava una categoria superiore, straordinari quei tifosi”.

I porticesi entrano nel cuore, anche degli stranieri, per la loro passione, il loro trasporto emotivo, per ciò che sanno trasmettere in termini di entusiasmo. Proprio per questo motivo è bello che dietro una squadra ci sia una città, ritornare a giocare al “San Ciro” sarebbe l’ideale ma il Portici va seguito ovunque e, fortunatamente, c’è chi lo fa e quest’anno l’ha dimostrato. Intanto, l’eroe del derby di inizio millennio ha un desiderio: “La prima cosa che farò quando ritorno a Napoli è venire a Portici per calcare nuovamente il “San Ciro”, quello resterà per sempre il mio tempio, anche qui a Losanna quando sento parlare di Napoli mi viene in mente sempre Portici. E di quella società ricordo il presidente Carmine Di Mauro, che non lesinò sacrifici nel sogno di condurre la squadra in alto”. Quel campionato il Portici lo chiuse al terzo posto preceduto da Ercolano e Napoli Est, rispettivamente avanti di sei e di un punto, quindi, la squadra azzurra lottò per i vertici. Quando diciamo a Tatseraky che il Portici ha sbancato Ercolano, quasi resta incredulo: “Sì? Che bello, sono contentissimo, immagino la gioia della tifoseria che merita questo ed altro, so bene quanto sia sentita questa partita, non mi resta che augurare al Portici le migliori fortune, saluto tutti con affetto e a presto. Sempre Forza Portici!”. Nella città della Reggia, quando si parla del derby si pensa sempre a Tatseraky e quando si parla di Tatseraky si pensa sempre al derby, ormai ha legato a vita il suo nome a quello del Portici per la famosa prodezza entrata a far parte della storia del club e che fece inchinare i rivali di sempre. Si scrive Marcellin Tatseraky, si legge uomo derby, il suo nome riunisce tutti i porticesi facendo rivivere quella goduria che non si dimenticherà mai, come l’impresa di sabato scorso.

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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