Di padre in figlio. Nando Ruggiero, il nostro baby tifoso di un anno e mezzo

Anche quella calcistica è una fede che si tramanda, un padre la trasmette al proprio figlio e poi di generazione in generazione. Così nascono le grandi tifoserie, quando alla base c’è un amore coltivato in famiglia, e che muove i primi passi dalla tenera età. Di quell’amore poi non si può fare più a meno perché entra a far parte della propria vita. Il calcio è uno sport che regala grandi emozioni, che sa essere anche cinico ma conserverà sempre un’anima nobile e romantica. Come quando ci si sofferma a guardare una coppia di innamorati allo stadio, muniti di sciarpa, mentre si abbracciano per esultare ad un gol, ma che dire quando si vede un papà tenere per mano il proprio figlioletto mentre salgono insieme le gradinate di uno stadio! Il papà mentre è applicato a vedere la partita, nello stesso tempo tiene d’occhio anche il figlio, si sorridono, lui sbatte le manine e, quando sarà più grande, l’appuntamento con lo stadio sarà fisso prima nel diario e poi nell’agenda. A chi gli chiederà il motivo della sua passione calcistica, non avrà dubbi nel rispondere: “Grazie a papà”. E magari un esempio di tifoso sano e veramente appassionato spingerà altri ad andare allo stadio, così nascono le grandi tifoserie. “Exempla trahunt”, dicevano i latini, gli esempi trascinano, eh sì, quelli cattivi allontanano, intiepidiscono, incattiviscono talvolta, ma quelli positivi avvicinano, entusiasmano, appassionano. Quella del Portici è una grande tifoseria, dove ci sono papà che trasmettono l’amore per i colori azzurri ai propri figli, anche in tenerissima età. È il caso di Salvatore Ruggiero, giovane papà che porta suo figlio Nando, di un anno e mezzo, a vedere il Portici. Sabato scorso, nella gara vinta contro il Mondragone, sono stati entrambi immortalati al “Liguori”, queste foto emozionano, commuovono. Ecco qui il volto sano e pulito del calcio, immagini che toccano il cuore e che possono far ritornare la voglia di rimettere piede allo stadio anche a chi, per situazioni più disparate, se ne era allontanato. Vedere Salvatore e Nando allo stadio è un orgoglio anche per il Portici, che può contare oltre sugli impareggiabili e unici tifosi organizzati, anche su un giovane papà che trasmette il suo sangue porticese al figlio poco più che neonato. Nando Ruggiero è una nostra mascotte, un bimbo meraviglioso, con una espressione già bella vispa, tipica di chi è già abituato a stare in mezzo alle persone sentendosi a proprio agio. La speranza è che ci possano essere tanti altri Salvatore e Nando, perché quando c’è l’amore si vince sempre, come quello che un padre prova verso un figlio o che un tifoso prova verso la propria squadra del cuore. Quando in mezzo ad un gruppo di sostenitori spunta anche un bimbo, si può stare sicuri che quella è una tifoseria più viva che mai, se poi il numero di pargoletti aumenta, allora c’è un futuro assicurato. “Caro papà, andiamo allo stadio?”, magari tra qualche anno sarà proprio Nando a prendere l’iniziativa e andare con il papà a vedere il Portici, per poi passeggiare lungo la città, felici e sorridenti se si è vinto, altrimenti la passeggiata servirà a smaltire la rabbia. Così di settimana in settimana, per un anno intero, anzi, per anni interi, per un legame indissolubile, nel segno di un amore comune, che si apre come un girasole e sboccia come un giglio, di padre in figlio…

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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