Primo obiettivo: giocare in casa. Il secondo: vincere!

Ciò che bisogna fare è prendere la squadra per mano e portarla ai play off, non perché i giocatori non sappiano come fare ma per il semplice fatto che, sapere di avere una città al proprio seguito, rende obbligatorio dare il massimo. Nelle ultime due partite, soprattutto prima del derby di Ercolano, l’invito era quello di scendere in campo e dare tutto fino a non avere la forza di rientrare negli spogliatoi al triplice fischio dell’arbitro. Ed è ciò che bisognerà fare anche domani: scendere in campo con il solo obiettivo di lottare, lottare e lottare per più di 90′ e, quando l’arbitro decreterà la fine, il sudore dovrà incollare la maglia alla pelle da avere difficoltà nel momento di togliersela di dosso. La posta in palio è troppo importante, ci si gioca i play off, ormai ipotecati ma, nel calcio, le sorprese sono sempre dietro l’angolo. Perciò bisogna creare il clima adatto perché Sant’Anastasia si riscopra, per qualche ora, una frazione di Portici, si dovrà colorare d’azzurro lo stadio “De Cicco” per poi tornare in città e concentrarsi per il primo turno dei play off. Il Portici sceso in campo nelle ultime due partite, non avrebbe problemi nello scardinare il bunker anastasiano, ma si sa che non si può mai scendere in campo con la stessa brillantezza e il calcio sa essere beffardo. Ricordiamo la gara d’andata, si giocò ad una sola porta, ci fu un martellamento ininterrotto ma il pallone proprio non volle saperne di entrare. Ecco perché ogni partita ha storia a sé ed è il campo il giudice supremo, ciò che deve fare il Portici è scendere sul rettangolo di gioco con fame e gli occhi della tigre, tipico atteggiamento di chi vuole vincere già dagli spogliatoi, anzi, ancora prima di arrivare allo stadio. A livello tecnico c’è una bella differenza, ragion per cui lo Stasia la metterà sull’agonismo, sulla tenacia e gli azzurri devono essere pronti anche a questo, a giocare di sciabola perché le grandi squadre così fanno, assumono tratti camaleontici e si adattano a qualsiasi situazione. Fame e occhi della tigre, dunque, ma non deve mancare neanche quella cattiveria sotto porta che tante volte è stata assente quest’anno mentre, nelle ultime due partite, ha fatto sì che si mettessero a ferro e fuoco le difese di Herculaneum, capolista, e Mondragone, alla ricerca di punti salvezza. Lo Stasia è una squadra che coltiva ancora una flebile speranza di disputare il play out ma dipende molto dagli altri risultati, sicuramente prepareranno la partita per conquistare i tre punti sperando in una giornata no del Portici. Qui bisogna essere concentrati, perché a Sant’Anastasia bisogna vedere un Portici ancora migliore di quello cinico di Ercolano e autorevole contro il Mondragone, dopo tanti anni potrà essere conquistato l’approdo agli spareggi in cui ci si gioca il salto in serie D. Solo per questo, vale la pena preparare un maxi esodo verso il “De Cicco”, si tratta di una partita da non perdere, che bisognerà giocare come se si stesse in casa. I giocatori sono consapevoli di quanto sia importante questa sfida, entrare in campo e vedere tanti sostenitori giunti da Portici per incitarli, gli metterà dentro quell’ardore che serve per toccare quota 52 punti e prepararsi per il post-campionato, dove spesso succede anche l’impossibile.

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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