La professionalità nella semplicità, un vero campione di umiltà

L’abbiamo intervistato nell’ultima puntata di Casa Portici e lui ha detto che la sua voglia di giocare a calcio è così forte da indurlo a mettersi ancora in discussione anziché godersi il tepore domestico e i suoi bambini. A 39 anni, dopo una carriera straordinaria che ha toccato anche l’apice del calcio, si può tranquillamente decidere di cambiare vita chiudendo i capitoli del calcio giocato nel libro della propria vita. “Sono sicuro che qualcosina posso ancora darla”, la certezza nell’umiltà, Dino Fava non promette chissà cosa ma, uno che ha segnato alla Scala del calcio, quel “qualcosina” che può dare è tantissimo. Non è un caso che, proprio nel momento più delicato del campionato, quando i play off iniziavano ad allontanarsi sempre di più, sia stato decisivo sia ad Ercolano che a Sant’Anastasia con due gol importantissimi. Al “Solaro” ha steso gli uomini di mister Squillante nel secondo tempo proprio quando stavano profondendo il maggiore sforzo per pervenire al pareggio, mentre al “De Cicco” ha aperto le danze con un gol da centravanti puro, da animale d’area di rigore. Contro il Mondragone, in casa, non è andato in gol ma ha comunque fornito una prestazione coi fiocchi, correndo e pressando sui portatori di palla come un ragazzino. Nelle ultime tre partite, ha giocato tutti i 90′, e non perché ci sia penuria, anzi, semplicemente perché lo merita e mister Borrelli lo reputa così tonico da lasciarlo in campo fino al triplice fischio. Affanno? Affaticamento? Macché! Se potesse giocherebbe già il giorno dopo, ecco la dimostrazione che la fame va oltre l’anagrafe. Non solo segna ma è anche utilissimo nel gioco di sponda, si fa fatica a contare tutte le volte che anticipa gli avversari di testa, i suoi compagni di reparto sanno bene che devono accompagnare l’azione per essere pronti sulle seconde palle visto che lui si trova spesso a svettare più in alto di tutti. Altro che giocatore finito, nel momento decisivo, è venuto fuori lui che, innestato in un gruppo molto giovane, s’è accreditato anche come un punto di riferimento. E non si può scegliere esempio migliore, perché lui è come se avesse dimenticato il glorioso passato che l’ha visto protagonista al cospetto dei club più blasonati del nostro calcio, è impossibile non notare la sua semplicità, la sua umiltà, si sente uno dei tanti. Sa quando scherzare e quando no, e poi basta vedere come si allena per capire che del trentanovenne ha veramente poco. Al suo arrivo a Portici, c’era chi pensava che ormai avesse esaurito ogni risorsa ma questi mesi hanno dimostrato l’esatto contrario: Dino Fava sa ancora come far male. Anche la serie A ci sta facendo capire che, quando si ha ancora tanto da dare, l’età è una questione che lascia il tempo che trova, infatti se la Roma coltiva ancora la possibilità di migliorare il suo piazzamento nel podio della classifica, lo deve a uno che di anni ne ha 40. Si chiama Francesco Totti, parliamo di un fuoriclasse assoluto, ma citiamo questo caso proprio perché è il più recente e ci fa capire come sia meglio puntare su un quarantenne affamato che su un ventenne atteggiato. Dino Fava è uno che di partite importanti ne ha giocate nella sua carriera, la speranza è che la sua esperienza possa fare la differenza anche nella gara contro il San Giorgio, ha segnato alla Scala del calcio figurarsi se si fa intimorire dal “Paudice”…

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

Written by 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *