In alto lo scudo azzurro, simbolo di conquista e identità!

Lo scudo è uno strumento di difesa, un po’ come l’elmetto, ma lo si mette in mostra quando l’atteggiamento è quello dell’attacco, dell’offensiva. Il Portici sa cosa significa battagliare, l’ha fatto durante tutta la stagione, nella prima parte ci sono state imprese inenarrabili, poi è subentrata qualche Caporetto fino alla Vittorio Veneto finale. A Sant’Anastasia sembrava un po’ di stare sul Piave ma, alla fine, l’obiettivo della truppa è arrivato: i play off. Ora la gloria può continuare e l’esercito azzurro sarà sostenuto da una muraglia umana che non vede l’ora di invadere il “Paudice”. In città non si parla d’altro, quella di domenica sarà una giornata speciale per i porticesi perché, sin dalle prime luci del mattino, San Ciro, il Santo Patrono di Portici, sarà portato in processione per le strade della città e sicuramente molti tifosi gli chiederanno la grazia di accompagnare gli uomini di mister Borrelli dalle 16.30 in poi. Sarà una giornata di fede e di calcio, un binomio che può coesistere senza problemi, anzi, può anche rivelarsi vincente. La processione sarà l’espressione della pietà popolare cittadina, il tifo che ci sarà al “Paudice” incarnerà il desiderio della città di essere protagonista anche nello sport. Molti così faranno, dedicheranno la mattina al santo, il pomeriggio faranno tappa in quel di San Giorgio e poi tutti di nuovo a p.zza San Ciro, sperando di fare due cose: salutare l’ingresso del santo nel suo santuario e festeggiare una bella vittoria. L’obiettivo sarà questo, la squadra ce la metterà tutta, si sta allenando con volontà e intensità per arrivare pronta e tonica al derby fratricida contro i cugini granata. Il risultato dipenderà da tanti fattori, basta un episodio per decidere le sorti della contesa, ma il Portici vuole essere più forte di tutto e di tutti, sul rettangolo di gioco si metterà il cuore, si andrà oltre se stessi, fino all’ultima stilla di sudore, come fanno i valorosi condottieri. Si è consapevoli di avere una tifoseria straordinaria alle spalle, a San Giorgio si prevede una presenza massiccia di tifosi azzurri, ed è proprio quello di cui hanno bisogno questi ragazzi: tanto calore. L’obiettivo dovrà essere quello di giocare in casa e il pubblico porticese sa come riuscirci, quest’anno l’ha dimostrato e ora sarà ancora più bello. Dopo tanti anni ci si gioca una partita dalla posta in palio così importante, ciò premia il lavoro svolto durante questi lunghi e interminabili mesi, pochi giorni e arriveremo anche a quest’appuntamento tanto atteso. In città la febbre è già altissima, la temperatura è a ritmi vertiginosi, la speranza è che sempre più gente possa convincersi a stare vicina alla squadra, c’è chi verrà da fuori approfittando del doppio evento: la processione e la partita. In questi casi, Portici si mobilita e sa essere il dodicesimo uomo in campo, ci sono state tante vigilie cariche di attesa dove la squadra è stata deflagrante, se pensiamo a Torre Annunziata, Ercolano, Sant’Anastasia dove era anche impossibile giocare a calcio per le condizioni del rettangolo di gioco, poi ci sono state partite interpretate bene ma segnate dalla malasorte. Il riferimento è al ritorno della semifinale di coppa Italia a Vitulazio, la Sessana era sparita dalla scena, imbrigliata totalmente, prima di quella punizione al ’94. Ma dalle sofferenze ci si deve rialzare, il Portici l’ha saputo fare proprio quando il campionato sembrava alla deriva, oltre alla qualità una squadra deve dotarsi del giusto temperamento. Umiltà, fame e voglia di vincere, il Portici scugnizzo ha interiorizzato questi concetti, poi più tifosi ci saranno a sostenere gli azzurri e più aumenterà la carica. Venghino, signori, venghino! Chi ama il Portici non potrà mai perdersi questa partita, ultras, tifosi storici, giovani cuori azzurri, serve la presenza di tutti per creare la cornice giusta.

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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