L’orgoglio della nostra città

Questa immagine fa venire i brividi, la risposta migliore a chi dice che Portici non vive di calcio. Nonostante la processione di San Ciro, i porticesi hanno preso d’assalto il “Paudice” riempiendolo in ogni ordine di posto, sfoggiano una coreografia da applausi. Aspettavano da tanto questo momento, purtroppo non hanno potuto gioire a fine gara ma hanno apprezzato lo stesso il cuore dei ragazzi. Naturalmente sono i risultati che trascinano le persone allo stadio, lo si sperimenta guardando il Napoli, figurarsi per il Portici, una realtà di provincia che, però, si sa muovere in massa. Non si può non essere orgogliosi di loro, di Eccellenza c’era ben poco, anzi, proprio nulla. Se si punta in alto, se si coltiva un sogno, i porticesi sanno rispondere, adesso bisogna dare altri motivi validi per tenerli sempre attaccati alla maglia. È stata iniziata la stagione con pochi tifosi, i soliti, è stata conclusa con una muraglia umana al seguito della squadra, sicuramente è motivo di soddisfazione e testimonia come si sia lottato fino alla fine per qualcosa di prestigioso. Purtroppo l’epilogo è stato amaro, un episodio ci ha condannati ancora una volta, eravamo ormai in finale play off e una punizione, al 94′, ce l’ha negata, sia Portici che San Giorgio erano con la testa ai supplementari, e sarebbero stati dolori per i granata con un uomo in meno, ma un’altra punizione a tempo quasi scaduto è stata fatale. È stata un’annata positiva, a tratti entusiasmante, ma anche terribilmente sfortunata, in questi casi viene da stringere i pugni per reprimere la rabbia ed evitare che deflagri. I tifosi hanno incitato ancora di più la squadra dopo il vantaggio granata di Vitagliano, è stato tirato un sospirone di sollievo a fine primo tempo con la traversa di Puccinelli. Ci si aspettava un Portici diverso nella ripresa e, infatti, dagli spogliatoi sono usciti undici belve. Il San Giorgio è stato messo alle corde, che esplosione al gol di Sardo su rigore! Proprio sotto il settore porticese, la gioia era incontenibile e un minuto dopo è arrivata anche l’espulsione di Piccirillo. Incredibili poi le occasioni capitate a Ioio e Scielzo, si stava già per esultare, sarebbe stata apoteosi. E quando non sfrutti due chiare occasioni, poi vieni punito, è la regola del calcio, sarà sempre così. Ma ieri tutti hanno potuto ammirare cosa è in grado di offrire Portici a livello di tifoseria, quello è un patrimonio che va custodito gelosamente, bisogna fare di tutto perché ognuno torni a seguire la squadra già dalla prima partita della prossima stagione. I grandi progetti partono proprio da questo, per sognare in grande ci vuole una grande tifoseria al seguito, quella porticese sa essere immensa, commovente, unica. A tutti, a ciascuno, va un ringraziamento speciale, l’invito è quello di non mollare proprio adesso perché la sconfitta di ieri può tramutarsi in un trampolino di lancio per un futuro luminoso e vincente. L’obiettivo è quello di vedere un Portici protagonista già dal prossimo anno e, con un pubblico simile, si avrà sicuramente una marcia in più.

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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