Alla scoperta di mister Vincenzo Maiuri

Da ieri il Portici 1906 ha un nuovo allenatore. Si tratta di mister Vincenzo Maiuri, ex tecnico di Taranto, Legnano, Matera, Nocerina e Casertana. Maiuri che subentra a Gianluca Esposito, avrà il compito di risollevare gli azzurri da un inizio di stagione alquanto complicato in cui la squadra vesuviana ha racimolato 12 punti in altrettante partite. Il tecnico milanese dovrà lavorare sulla testa dei calciatori per riconquistare autostima e motivazioni ma dovrà lavorare anche sul campo per consentire alla squadra di esprimere un gioco che sia principalmente efficace, in casa ed in trasferta. L’ufficio stampa del Portici 1906 vi propone un’intervista al neo tecnico porticese. In questa intervista il mister ci spiega nel dettaglio la sua concezione del calcio, il suo modo di lavorare durante la settimana e che tipo di modulo e di gioco predilige. Conosciamo quindi mister Maiuri a 360°.

 

Mister innanzitutto benvenuto nella famiglia del Portici 1906, ci parli di lei e faccia una breve presentazione di se stesso.

“Grazie molte per questo benvenuto. Sono un milanese che vive a Taranto, ho 48 anni e mi reputo un lavoratore e un allenatore che da il 100% in tutto. Vengo a Portici con tantissimo entusiasmo in virtù del fatto che ho conosciuto una dirigenza che mi è subito piaciuta a pelle, una dirigenza fatta di persone per bene, e questo è sicuramente un viatico molto importante per me. Inoltre conoscevo già il direttore sportivo De Liguori, che è stato un mio giocatore ai tempi della Nocerina. Sono Molto contento di questa nuova avventura professionale per me e posso garantire che ce la metterò tutta per raggiungere gli obiettivi stagionali.”

 

Volendo entrare un po’ più nei tecnicismi, Maiuri le chiedo con quale sistema di gioco intende affrontare la stagione?

“Appena accettato l’incarico mi sono confrontato col direttore sportivo Vincenzo De Liguori, parecchi giocatori li conosco ma non tutti, mi manca giusto qualche under. Non ho mai visto giocare il Portici in questa stagione, per cui utilizzerò questi 2-3 giorni per cercare il sistema di gioco più idoneo a questa squadra cercando di includere più giocatori possibili nel progetto. E’ una squadra che è stata costruita sul 3-5-2, su cui si innestano delle varianti visto che il modulo è stato cambiato diverse volte durante la stagione.”

Volendo aprire un ciclo, paga identificarsi in un unico sistema di gioco oppure secondo lei non è possibile?

“Una squadra se cambia spesso modulo vuol dire che il primo che non crede in quel modulo è proprio il tecnico. Secondo me lavorare con insistenza sul modulo cercando di perfezionare ogni meccanismo è importante, però bisogna avere 1-2 moduli alternativi perché la squadra deve essere pronta anche a cambiare pelle a partita in corsa.”

 

Durante la costruzione di una squadra, su cosa si concentra maggiormente? Sulla tattica individuale o sui reparti?

“Quando si costruisce una squadra un allenatore cerca di adattare le caratteristiche dei giocatori a uno schema di gioco. Per quanto riguarda l’applicazione delle cose sono di fondamentali gli aspetti mentali all’interno di un gruppo. Bisogna, a mio avviso, sempre cercare dei calciatori disposti a tutto e che non mollano mai, gente che onora l’impegno fino alla morte. Il calcio è una passione e noi abbiamo la fortuna di fare quello che ci piace, quello per cui abbiamo lottato per tanti anni. Questo deve essere un segnale importante e che quello che dobbiamo capire è che è fondamentale impegnarsi al massimo e restare concentrati al 100% sugli obbiettivi in modo tale da non perderli mai di vista.”

Stefano Neri